Quando si lavora in certi ambienti, dove le condizioni sono particolarmente dure per via della polvere, del fango, oppure a causa del freddo o del caldo eccessivo, questa parola è ben conosciuta.

Ma se sei un neofita in questo tipo di “mondo”, può essere che pur avendola sentita, tu non sappia esattamente a cosa si riferisca.

RUGGED” è un termine inglese che significa letteralmente: aspro, duro, forte.

Nell’ambito degli ambienti difficili, come possono essere i cantieri edili, le officine, o in quegli ambiti professionali dove si è costretti a lavorare con qualsiasi condizione atmosferica, e con il pericolo concreto di urti, cadute, polvere, infiltrazioni di acqua, oppure ancora in certi sport, quando si parla di “rugged” si fa solitamente riferimento alla tecnologia mobile che accompagna l’operatore nelle sue attività quotidiane.

Si parla di dispositivi “duri“, letteralmente.

Notebook, tablet, smartphone ed altri device resistenti ad eventi che manderebbero immediatamente in frantumi i loro “cugini commerciali”: cadute da 1 metro e mezzo (a volte anche da altezze superiori), immersioni in acqua per periodi più o meno lunghi, vibrazioni, temperature estreme (-20, +60).

Insomma, dispositivi che garantiscono all’operatore la sicurezza di poter lavorare “serenamente”, senza avere la preoccupazione di doversi muovere in maniera impacciata per evitare, ad esempio, che il cellulare si sfili dalla tasca e cada a terra, naturalmente “di faccia” e mandando in frantumi lo schermo.

(Notebook Panasonic Cf-20 Detachable)

Se non conosci questo tipo di tecnologia, la prima volta che ci entri in contatto sicuramente ti sembrerà inutilmente costosa, ma chiunque abbia provato la differenza tra il lavorare con un prodotto “consumer” (cioè quei dispositivi commerciali che compri in un qualsiasi negozio o centro commerciale) ed un prodotto rugged professionale…beh, non è più tornato indietro ai prodotti “normali”. Te lo possiamo garantire.

Il motivo è presto detto: ti è mai precipitato in terra il cellulare, magari dritto su una pietra mentre eri impegnato in un’escursione? Hai mai rotto il display di un tuo dispositivo a causa di un urto o una caduta? E quando l’hai raccolto da terra, dopo aver constatato che nonostante il vetro polverizzato funzionicchiava ancora… ricordi la sensazione di panico che ti ha pervaso quando pensavi di aver perso tutto il contenuto? Di dover ricomprare un altro smartphone?

Ecco: immagina di non avere più nessuna di queste preoccupazioni…ti cade in terra, ci cade sopra il martello con cui stavi lavorando, finisce in una pozzanghera, oppure lo lasci al freddo (o al caldo). Ed il tuo dispositivo rugged, invece di bloccarsi (o frantumarsi…) come i suoi “cugini” debolucci… è lì, operativo come sempre. Per chi lavora in certi ambienti, credimi, non ha prezzo.

Le grandi aziende edili, della cantieristica, dell’automotive ecc, non hanno la minima esitazione: adottano in maniera estesa la tecnologia rugged per le loro lavorazioni. Ti immagini che costo esorbitante sarebbe dover ricomprare i dispositivi sfasciati dalle squadre che lavorano sul campo?

Loro lo sanno che la spesa per un dispositivo rugged è ampiamente ripagata dalla sua durata, dall’efficienza che garantisce, e dal bassissimo rischio di “default” (malfunzionamenti e blocchi).

Invece in Italia (negli altri Paesi europei ed in USA il rugged è così diffuso che lo conoscono tutti!) le piccole aziende o i professionisti sono ancora convinti che basti mettere una cover in gomma (o peggio…quelle custodie in pelle o altri materiali) per proteggere il dispositivo. Si auto-raccontano che così spendono meno… illusi.

Se si lavora in certi ambienti, usando i dispositivi “commerciali” si finisce per spendere il triplo: tra riparazione dell’hardware, fermo macchina (e quindi il lavoro che si rallenta fino a quando te la restituiscono) e ripristino delle funzionalità (e ci metterei anche i clienti incazzati a cui hai fatto slittare la consegna del lavoro che stavano aspettando…) escono dalle tue tasche una barca di soldi. A questo proposito, ti invito a leggere un altro nostro articolo sul TCO: se non sai cos’è, lo scoprirai nell’articolo, cliccando qui.

Insomma: se sei un neofita, vuoi approfondire il discorso “rugged” e capire se fa per te, contattaci.

Senza nessun impegno da parte tua, riceverai le informazioni che ti servono e che potrai anche decidere di usare rivolgendoti ad altri. Direi che hai solo da guadagnarci, no? 😉

Ricorda: “quando il gioco si fa duro, i rugged cominciano a giocare”!




trucchi e strategie per lavorare dando il massimo anche in ambienti estremi
Da non perdere!
Ho letto l'informativa sulla Privacy e do il consenso al trattamento dei miei dati ai sensi del GDPR
[ Max 1 mail al mese - no spam ;) ]
Overlay Image
Sky Rocket Your Agency Income
Get Our Free Guide to
error: Copyright Extrematech - Non sei autorizzato a copiare i contenuti del sito