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Touchscreen: facciamo chiarezza

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Pubblicato da in Guide e Terminologia ·
Tags: touchscreen


Gli schermi tattili rappresentano una delle innovazioni più amate dell'ultimo decennio...ma la loro continua evoluzione determina spesso un po' di confusione negli utenti.

La tecnologia corre così in fretta che spesso si fa fatica a starle dietro, se non si è del settore.

Touchscreen, Multitouch, Dualtouch, Capacitive screen... diciamocelo: che casino! Termini inglesi che ti frullano in testa mentre leggi le specifiche, ed anche traducendoli in italiano non è che migliori la comprensione.

E allora eccoci qua: con questa piccola guida voglio mettere un po' d'ordine, e raccontarti molto brevemente quali sono le caratteristiche delle tecnologie touchscreen più diffuse sul mercato. Come da nostra abitudine, non scenderò in particolari tecnici nè utilizzerò terminologia complessa: lo scopo dell'articolo è divulgativo, per tutti, e non deve essere rivolto solo ai tecnici. Se vuoi avere maggiori approfondimenti o qualche chiarimento, non devi far altro che contattarci!

Innanzitutto, la parola touchscreen è quella che definisce la particolare categoria di schermi che permettono all'utente di intragire con l'interfaccia grafica direttamente utilizzando le dita o appositi pennini, senza dover usare il mouse o la tastiera: una vera e propria "benedizione" per chi deve lavorare in mobilità, non essendo costretto a portarsi dietro una tonnellata di cianfrusaglie.

All'interno di questa categoria, troviamo diverse tecnologie: ti parlerò solamente di quelle più recenti, non ha senso trattare concetti obsoleti che con tutta probabilità non troverai sul mercato (a meno che tu non sia un collezionista di vecchi dispositivi...).

Partiamo dal cosidetto schermo capacitivo.

In un touchscreen capacitivo il pannello frontale è rivestito con un materiale che memorizza le cariche elettriche.

Quando il pannello viene toccato, viene "prelevata" una piccola quantità di carica sul punto di contatto.
I circuiti situati in ciascun angolo del pannello misurano la carica e inviano le informazioni ad un
controller per l'elaborazione.






I pannelli touchscreen funzionano tramite il tocco delle dita, a differenza dei pannelli resistivi che possono essere azionati indifferentemente sia con le dita che con un pennino "inanimato": questa caratteristica è dovuta proprio alla tecnologia capacitiva, che sfrutta il flusso di elettroni.

Ecco perchè se vuoi utilizzare un pennino sul tuo schermo capacitivo, anche il pennino deve essere "capacitivo", cioè in grado di interagire con le cariche elettrostatiche.

La tecnologia capacitiva è la più recente, ed è quella che più di frequente si trova nei dispositivi in commercio: i touchscreen capacitivi non sono influenzati da elementi esterni e hanno un'elevata chiarezza, MA...se, ad esempio, lavori a basse temperature e devi usare i guanti, questa tecnologia non è l'ideale a meno che non utilizzi guanti appositamente creati per l'interazione con questa tipologia di schermi.

C'è poi la tecnologia resistiva, quella che ha accompagnato la nascita dei primi touchscreen.

Un pannello touchscreen resistivo è composto di due strati di materiale conduttivo:



Quando un dito o un oggetto inanimato come un pennino preme sulla superficie, i due strati entrano in contatto chiudendo un circuito e permettendo al sistema di determinare le coordinate del tocco.

I pannelli touchscreen resistivi sono generalmente più convenienti e funzionano bene con quasi tutti i pennini ed oggetti "inanimati".

Non sono influenzati da elementi esterni come polvere o acqua, possono anche essere controllati da mani guantate e sono quindi la tecnologia ideale per i dispositivi rugged.


C'è poi il touchscreen digitizer.

Questa tipologia di schermo utilizza la tecnologia di induzione elettromagnetica, in cui i fili orizzontali e verticali dello schermo funzionano come bobine di trasmissione e ricezione:







Il dispositivo genera un segnale elettromagnetico, che viene ricevuto dal pennino. I "fili" nel dispositivo passano quindi a una modalità di ricezione e leggono il segnale generato dal pennino (altresì detto "stilo").

Utilizzando i segnali elettromagnetici, il dispositivo è in grado di percepire la posizione dello stilo senza che lo stilo debba toccare la superficie.

Il touchscreen digitizer non può essere utilizzato con le dita o le mani: in questo modo si eliminano gli errori di input accidentali; il vantaggio principale di questo tipo di schermo è la precisione della penna del digitalizzatore. Sono quindi possibili disegni e firme dettagliati.

Fin qui, tutto chiaro, no?

C'è poi la tecnologia chiamata DUAL TOUCH: non è nient'altro che la combinazione tra un touchscreen resistivo ed un digitizer.

Consente all'operatore di utilizzare la GUI (interfaccia grafica) con le dita e con una penna per digitalizzatore. Il vantaggio principale di questa combinazione è la gestione intuitiva tramite dito e la precisione (acquisizione della firma, riconoscimento della scrittura a mano) della penna che offre la flessibilità di scegliere la giusta modalità di input del display su richiesta. Questa è la tecnologia che permette certi movimenti a cui siamo ormai abituati, come ad esempio lo zoom tramite il "pizzicamento" dello schermo.

Il termine dual touch è spesso confuso con il termine multi touch, ma in realtà sono due tecnologie diverse, che pur partendo dallo stesso principio hanno metodi e costi diversi.

Il multi touch è la tecnologia touch più performante e, di conseguenza, costosa attualmente sul mercato, consente un input a 16/32 o 60 punti su singola interfaccia da parte di due o più persone (si, ho detto PERSONE, non dita!) allo stesso tempo. Un esempio di questa tecnologia lo puoi trovare in certe "lavagne digitali" ad alta performance.

Ci sono poi tutte le "sotto-varianti", cioè tutte quelle innovazioni che apportano ulteriori migliorie alle categorie che ti ho descritto sopra...ma questo articolo ha lo scopo di mettere in ordine le idee, non confonderle ancora di più! Per cui, tratteremo le evoluzioni in altri post.

Mi auguro che questa piccola guida abbia contribuito a chiarire quelle informazioni che spesso giungono confuse dal mercato, ma se così non fosse e pensi di aver bisogno ancora di qualche chiarimento... clicca qui,  e contattaci subito!




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