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[Investimenti e costi reali] TCO: Total Cost of Ownership

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Quando ti accingi a comprare un’apparecchiatura, c’è un parametro che DEVI assolutamente conoscere: il TCO, Total Cost of Ownership.

Se non non lo consideri, quando fai un acquisto, abbiamo (anzi, hai…) un problema.

Vediamo che cos’è e perchè è necessario prenderlo in considerazione PRIMA di procedere a qualsiasi acquisizione.

 
 
Il TCO è un’analisi dei costi di esercizio di un determinato dispositivo che tiene conto delle seguenti variabili:
 
 
·         costi per l'acquisto

 
·         costi di installazione

 
·         costi di manutenzione

 
·         costi di smaltimento
 
 
E’ un parametro che le aziende più grandi, strutturate e produttive valutano sempre prima di ogni acquisto, mentre viene sovente ignorato dalle PMI. E’ un grave errore e lo scoprirai leggendo l'articolo.

Andiamo un po’ nel dettaglio delle varie voci (non troppo, non temere, lo scopo non è annoiarti con I tecnicismi).

I costi di acquisto.

Sono I costi relativi al dispositivo, agli eventuali software necessari per la sua operatività o per il suo funzionamento, ed I costi relativi al TEMPO impiegato da te o dai tuoi collaboratori per cercare e prendere contatti con I fornitori giusti , vagliare I dispositivi presenti sul mercato, valutare I preventivi ed inoltrare (finalmente) l’ordine.


I costi di installazione

Hai scelto il tuo dispositivo, l’hai ordinato, sei in attesa di riceverlo. MA… per farlo funzionare, ti servirà procedere con l’installazione, la configurazione, l’eventuale collaudo. Anche in questo caso, si parla di costi quantificabili in ore fatturate dal tuo fornitore per l’erogazione dei servizi sopra elencati, oppure in ore spese dai tuoi collaboratori. Tra I costi di installazione, tra l’altro, devi prevedere anche l’eventuale formazione degli addetti per questi tipo di mansione.

I costi di manutenzione

Bene. Ora hai il tuo dispositivo, collaudato e funzionante! E finalmente…finalmente niente, perchè se è vero che puoi cominciare ad impiegarlo, è altrettanto fondamentale che tu consideri quello che sarà il suo programma di gestione e manutenzione.
Quindi devi prevedere nell’analisi quali sono I costi di aggiornamento, di manutenzione, di formazione degli addetti alla manutenzione e degli end-user (cioè quelli che materialmente lavoreranno con quel dispositivo), di supporto tecnico, della sicurezza dei dati elaborati e tutti quei costi operativi che sono connessi strettamente all’uso del dispositivo (consumi, connessione alla rete), nonchè dei GUASTI.
 
 
 
I costi di smaltimento
 
 
Ora che hai finito di analizzare tutte le spese connesse all’acquisto ed all’uso del dispositivo…è già ora di pensare anche al costo dello smaltimento.
Già, perchè le apparecchiature hanno una “vita tecnica”, che varia in base al tipo di dispositivo, e che ne determina l’obsolescenza, cioè la perdita di utilità dovuto al progresso della tecnologia.



“Ma insomma, questo TCO a che serve?”

Senza entrare nel merito dell’economia aziendale che ci porterebbe a discussioni sul budget,  sulle operazioni amministrative e su quelle strategiche relative alla scelta degli investimenti (non è l’intenzione di questo articolo),  in maniera molto sintetica, semplice e focalizzata diciamo che il TCO ti serve per la scelta del dispositivo giusto,  per  ottimizzare e valorizzare il tuo acquisto.

Deve però esserti chiara una cosa: il TCO è “solo” un’analisi dei costi, non considera  quello che è l’investimento strategico, nè l’innovazione che quel prodotto porta. E’ ovvio che quando si deve acquistare un’apparecchiatura, non si può considerare solamente l’aspetto dei costi, ma si deve valutare anche la redditività, la sicurezza, la capacità innovativa che quel prodotto porterà alla tua organizzazione.

Ma pur essendo “solo” un’analisi dei costi, è determinante per un approccio responsabile e strategico all’acquisizione dei beni strumentali, che ti permette di calcolare il ritorno dell’investimento (ROI).

Facciamo un esempio che ci riguarda da vicino (e che svilupperemo meglio in altri articoli, per ora ti diamo solo un assaggio, per migliorare la comprensione del concetto): l’acquisizione di nuovi dispositivi per il lavoro in mobilità dei dipendenti.

Supponiamo di analizzare due aziende operanti nel settore portuale: la Miocuggino srl e la Usolatesta srl (già i nomi che abbiamo inventato dovrebbero farti immaginare il tipo di gestione di una e dell’altra…).

Entrambe devono rinnovare il loro “parco tablet”,  i quali saranno utilizzati dai loro dipendenti che lavorano in banchina: i tablet devono assicurare visibilità del display anche in piena luce, devono lavorare in tutte le condizioni atmosferiche e devono essere robusti per resistere a cadute ed urti.

 
Vediamo come affrontano la scelta i nostri due "prototipi" di azienda italiana...


Fasi si acquisto della Miocuggino srl:

 
  • l’impiegato dell’ufficio acquisti cerca online informazioni sui tablet presenti sul mercato: trova che esistono I prodotti “consumer” (quelli venduti nelle grandi catene di distrubuzione informatica, per intendersi) ed I prodotti “professional”

 
  • il medesimo impiegato contatta I fornitori di entrambe le categorie e si fa mandare caratteristiche e preventivi

 
  • non capendo assolutamente la differenza sostanziale tra I due tipi, l’impiegato porta I preventivi al responsabile, il quale vede solo che il tablet consumer costa meno della metà rispetto al tablet professionale

 
  • ma il responsabile acquisti, pur non comprendendo appieno I termini come “scocca in magnesio” o “fully-rugged”, viene sfiorato da un dubbio: “Ma perchè questa differenza di prezzo?” “Sarà che le caratteristiche sono diverse?”; decide allora di parlarne al titolare

 
  • il titolare della Miocuggino srl visiona i preventivi e dopo aver “analizzato” la situazione (analisi che si limita alla constatazione che prezzo tablet consumer è minore di prezzo tablet professional…) decreta che “E CHE SO’ SCEMO?! PER QUESTO PREZZO ME NE COMPRO DUE E CI SCHIAFFO LA CUSTODIA, COSI’ E’ PROTETTO! AHAHA! CHI ME LA FA AMME’!”, autorizzando quindi  l’acquisto del tablet consumer


 
Fasi di acquisto di Usolatesta srl:

 
  • l’impiegato dell’ufficio acquisti cerca online informazioni sui tablet presenti sul mercato: trova che esistono I prodotti “consumer” (quelli venduti nelle grandi catene di distrubuzione informatica, per intendersi) ed I prodotti “professional”

 
  • il medesimo impiegato contatta I fornitori di entrambe le categorie e si fa mandare caratteristiche e preventivi

 
  • una volta ricevute le informazioni, inizia l’analisi del TCO, e constata che, a parità di caratteristiche tecniche che POTREBBERO sembrare uguali, i prodotti professional presentano una percentuale di guasti e rotture del 2,9% rispetto al 21% dei prodotti consumer.

    Nota anche che la vita tecnica di un prodotto consumer è più breve rispetto al prodotto professional, e quindi un suo acquisto renderebbe necessaria la sostituzione al terzo anno di utilizzo (se ci arriva, naturalmente…), mentre il prodotto professional garantisce prestazioni eccellenti fino al 5° anno (scadenza fiscale…) e molto oltre.

    Valuta che il prodotto professional è in grado di garantire una maggiore produttività dei suoi dipendenti, perchè è in grado di operare sotto il sole, con il freddo, con la pioggia, e non va “in protezione” in caso di condizioni meteo avverse (troppo caldo o troppo freddo)

 
  • Calcolando la TCO, la Usolatesta srl scopre che I tablet professional garantiscono un risparmio ANNUALE del 15% rispetto ai prodotti commerciali.

 
  • Il responsabile acquisti sottopone l’analisi del titolare che, valutate le caratteristiche tecniche e quelle peculiari dei prodotti professional (robustezza, affidabilità, operatività in ogni ambiente e con ogni condizione meteo ecc), deci de per l’acquisto di questi ultimi.
 
 
 
La Usolatesta srl ha in questo modo optato per un investimento che, nonostante l’apparente maggior costo iniziale, garantisce all’azienda un risparmio annuale considerevole, ma soprattutto una maggior produttività e la garanzia della continuità del lavoro.






La Miocuggino srl ha optato invece per spendere meno all’inizio.
Convinta di aver fatto una “furbata” e di aver risparmiato, si troverà invece a spendere molto di più, a suon di guasti, rotture e fermi tecnici della macchina che, non essendo pensata per uso in condizioni estreme, sarà oggetto di continui blocchi e perdita di dati e soldi spesi per interventi tecnici di ripristino.

Con la conseguenza che anche raggiungere I tre anni di operatività per “ammortizzare” l’investimento sarà un bagno di sangue.





 
 Capito perchè è fondamentale conoscere il TCO?

Se la tua azienda è come la “Usolatesta srl”, e ci tieni ad effettuare acquisizioni intelligenti, noi siamo a tua disposizione per aiutarti a valutare il giusto investimento per garantirti produttività e crescita: contattaci subito, per iniziare un percorso di innovazione che ti porterà un passo avanti ai tuoi concorrenti!


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